Nasce a Milano il primo progetto sperimentale dedicato a un nuovo concetto di mobilità urbana in Italia: M.D.F. – Meglio del Furgone, un servizio destinato agli artigiani e ai professionisti della manifattura lombarda. L’iniziativa propone una nuova modalità di trasporto dei prodotti in eCargo bike...
Il podcast Torino Cambia è un’iniziativa del Comune per approfondire il ruolo di Torino nell’affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico e spiegare l’importanza della trasformazione della città in un luogo più sostenibile e climaticamente neutrale, coinvolgendo e sensibilizzando la...
La campagna “Città2030, come cambia la mobilità” di Legambiente fa tappa a Torino. Durante il VI Forum Mobilità piemontese sono stati presentati i dati sulla mobilità urbana e tracciata la roadmap per raggiungere gli obiettivi al 2030. Inquinamento e traffico congestionato, ma potenziale inespresso...
Un progetto di A2A, Politecnico di Milano e MOST (Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile) per l’efficienza della mobilità urbana e la decarbonizzazione delle città. L’obiettivo è sviluppare un servizio di car sharing a guida autonoma unico in Europa che superi gli attuali limiti dell’auto...
Wayla, la startup italiana nel settore della mobilità urbana, ha lanciato il primo servizio di van pooling a Milano il 31 ottobre 2024.
Bari punta sulla micromobilità urbana sostenibile. Pikyrent rafforza il servizio: attivi cinque nuovi punti di ricarica e parcheggio dedicati esclusivamente ai mezzi elettrici.
Presentata la nuova soluzione per la mobilità dolce che porta vantaggi a tutti: ai cittadini, agli enti e all’ambiente.
I droni, con un mercato da 14,5 miliardi di euro in grado di sviluppare 100 mila posti di lavoro entro il 2035, sono destinati a rivoluzionare la mobilità urbana ed extraurbana. Se ne è parlato al Dronitaly organizzata da BFWE a Bologna.
Il Global Travel Intentions Study analizza nel dettaglio come è cambiato il modo di viaggiare dei turisti italiani all’estero dopo la pandemia e mette in luce un profilo del viaggiatore italiano sempre più digitale e attento all’ambiente.
Dallo studio ENEA sull’impatto ambientale dello smart working a Roma, Torino, Bologna e Trento emerge che il lavoro a distanza permette di evitare l’emissione di circa 600 chilogrammi di anidride carbonica all’anno per lavoratore.