01/01/2013 - 01:00

L'Italia 'metta il turbo' per entrare nella green economy

L'economia della sostenibilità è il futuro ma il nostro Paese è in ritardo con scelte e strategie. "L'Italia è drammaticamente in ritardo sull'operare per fare del taglio delle emissioni un'opportunità di rilancio "verde" dell'economia". Questo il commento del WWF Italia in occasione del settimo anniversario dell'entrata in vigore del Protocollo di Kyoto.
“Se il nostro Paese raggiungerà l’obiettivo del taglio delle emissioni del 6,5%, rispetto ai livelli del 1990, sarà per colpa della crisi economica e non per meriti propri – ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Policy Clima ed Energia del WWF Italia -  Il lancio del Fondo Rotativo per Kyoto, deliberato ben 4 anni e due governi fa, è una buona notizia e va dato atto al ministro dell’Ambiente Clini di averlo finalmente reso operativo. E’ un primo passo, però ora occorre recuperare tanto tempo perso e ‘mettere il turbo’ per adeguarsi alle necessità economiche e ambientali che impongono al nostro Paese, anche nel quadro europeo, di puntare su un’economia decarbonizzata. Lo diciamo soprattutto al Ministro  dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, che da operatore economico di lungo corso, sa bene che non esiste governo - di un paese come di una banca o di un’impresa - senza un orizzonte strategico e una seria programmazione operativa.

In Germania, in 10 anni, gli occupati nel settore delle rinnovabili sono arrivati a 340.000 addetti, quasi sette volte di più degli occupati nel settore, storico per l’economia tedesca, del carbone (50 mila addetti). C’è un boom, a livello mondiale, degli investimenti nell’efficienza, nel risparmio energetico e nelle fonti rinnovabili, con la Cina nel ruolo di leader.  Tra i tanti vantaggi dell’economia verde ci sono e ci saranno ingenti guadagni in salute per la popolazione (nonché risparmio in spese sanitarie per lo Stato) e maggiore sicurezza energetica, con enormi risparmi nell’acquisto di combustibili dall’estero (oltre 3 miliardi di euro risparmiati per il nostro Paese con una riduzione domestica delle emissioni del 25%  entro il 2020, ha calcolato la Commissione UE).

Insomma, il mondo sta facendo di necessità virtù: dall’assoluta necessità di ridurre le emissioni di anidride carbonica per evitare i cambiamenti climatici più catastrofici, e di andare verso una gestione sostenibile delle risorse naturali per evitare che presto si giunga al loro deperimento ed esaurimento, si può creare una nuova economia fondata sul benessere e sulla qualità del vivere. L’importante è smettere di barcamenarsi tra le varie lobby: abbiamo bisogno di una strategia ECO (ECOnomica ed ECOlogica) da cui discendano le scelte presenti e future e si capisca come attuare una transizione che crei vantaggi sociali minimizzando i disagi: servono analisi, elaborazioni, leggi, politiche e misure precise e scritte, l’Italia è uno dei pochi Stati al mondo a non averne ”.
Tommaso Tautonico
autore