24/11/2013 - 23:12

Vasi di terracotta per ridurre lo spreco di cibo

Le perdite di cibo post-raccolta si verificano soprattutto nei paesi in via di sviluppo, sono attribuibili a strutture senza stoccaggio, reti di distribuzione inadeguate e scarsi investimenti nella produzione alimentare. Il miglioramento delle condizioni di conservazione potrebbe drasticamente ridurre lo spreco di cibo, ma le tecnologie devono essere accessibili e realistiche per essere sostenibili in queste regioni.
Secondo la Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite, in Guinea e in Zambia, dove fino all'80% dei cittadini dipende economicamente dall'agricoltura, circa il 20% delle coltivazioni si perde dopo essere state raccolte. Queste perdite riducono il profitto per gli agricoltori e di conseguenza innalza i prezzi per i consumatori. Pertanto l'economia risente in modo significativo di tale facile deperibilità alimentare.
 
In quei paesi i contenitori sono comunemente costruiti con rami, paletti o sacchetti di plastica: non essendo refrigerati il cibo viene in breve tempo contaminato da parassiti, roditori e funghi. Ad esempio, alimenti come bacche e pomodori in genere non durano più di due giorni senza la necessaria temperatura, quindi i contadini vedono i loro raccolti maturi soccombere alle infestazioni e alle muffe. Servirebbe pertanto un modo semplice per ritardare la scadenza naturale dei prodotti locali. 
 
La Practical Action, un'organizzazione non governativa internazionale che lavora con gli agricoltori in Africa del Sud, America Latina e Asia meridionale, incoraggia l'uso di frigoriferi naturali di terracotta, chiamati vasi Zeer, per aiutare a prevenire lo spreco alimentare, che sfruttano il principio del raffreddamento per evaporazione. Questi vasi possono estendere la vita utile dei prodotti raccolti fino a 20 giorni riducendo la temperatura di conservazione. Si tratta di una sorta di grande pentola esterna contenente un recipiente più piccolo, entrambi composti di argilla localmente disponibile. Poi viene aggiunta della sabbia bagnata nell'intercapedine per creare la giusta umidità: a quel punto l'evaporazione del liquido nella sabbia sottrae calore al recipiente interno, dove quindi il cibo può essere conservato.
 
Secondo il magazine Science in Africa, diversi esperimenti hanno dimostrato che i pomodori e la guava possono essere conservati per 20 giorni all'interno di un vaso Zeer, invece che durare solo due giorni. I vasi vengono posti lontano dalla terra, limitando così anche l'accesso di parassiti e roditori, oltre che mantenere la giusta ventilazione e freschezza. In tal modo si limita la diffusione di un grosso problema di salute per queste zone del mondo, la dissenteria.
 
I vasi Zeer sono in grado di fornire flessibilità agli agricoltori locali, consentendo loro di salvare le colture e vendere in funzione della domanda di mercato, ossia migliorare le loro entrate. Si tratta perciò di un sistema poco costoso, low-tech ma di alta efficienza, in grado di aiutare gli agricoltori e le famiglie a basso reddito a risparmiare ed evitare sprechi di cibo.

(autore: Giacomo Matera Capicciuti)
Redazione
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