01/01/2013 - 01:00

Trieste come Taranto: parte l'opposizione ai rifiuti della Campania

L'opposizione attuata lo scorso anno dai tarantini al conferimento dei rifiuti campani in discarica rappresenta per Trieste la spinta propulsiva che mette in campo, sabato 25 febbraio dalle 10 alle 13, un presidio davanti all'inceneritore di Trieste per protestare contro lo smaltimento incontrollato dei rifiuti della Campania nell'ambito dell'operazione 'solidarietà' attuata dal Ministero dell'Ambiente Italiano.
Come per l'iniziativa tarantina, anche per Trieste, tale opposizione è l'occasione per ribadire che piu' in generale la gestione dei rifiuti non puo' e non deve passare attraverso l'incenerimento e il conferimento in discarica. Del resto, la legislazione comunitaria pone al centro della gestione dei rifiuti la protezione della salute umana e la tutela dell'ambiente mediante la riduzione della produzione dei rifiuti e il loro riciclaggio spinto.

Ma l'iniziativa triestina vuole essere anche il proseguimento dell'azione di opposizione dei cittadini di Taranto, anche alla luce della recente autorizzazione concessa dalla Regione Puglia ad Ecodi srl per la costruzione di un inceneritore di rifiuti pericolosi e non pericolosi nella zona industriale, e della richiesta avanzata da Appia Energy di autorizzazione del raddoppio della sua produzione di energia elettrica tramite l'impiego di combustibili quali Biomasse e CDR (Combustibile Derivato da Rifiuti). Tali materiali incrementano l'inquinamento ambientale per la produzione di polveri fini e ultrafini, ossidi di azoto, idrocarburi policiclici aromatici, diossine. L'uso di CDR contribuisce, inoltre, a consolidare il traffico illecito e incontrollato connesso allo smaltimento dei rifiuti.

L'iniziativa, che è la prima di una serie di azioni congiunte tra gli ambientalisti di Taranto, di Trieste e della Slovenia, viene organizzata da Greenaction Transnational, Alpe Adria Green, Legamjonici. Hanno già dato l'adesione il MoVimento 5 Stelle di Trieste, il movimento Trieste Libera e cittadini.
Tommaso Tautonico
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