01/01/2013 - 01:00

Rifiuti elettronici: la raccolta del futuro partirà da Bologna

Hera farà da capofila in una sperimentazione europea sulla tracciabilità dei RAEE: in arrivo entro l'anno "cassonetti intelligenti" sotto le Due Torri. Nel 2011, intanto, le tonnellate recuperate dalla multiutility sfiorano quota 15.000.
Nel 2011 sono state circa 14.800 le tonnellate di RAEE, i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, raccolte da Hera nell'intero territorio in cui opera, attraverso le sue 135 stazioni ecologiche e i servizi di ritiro dei rifiuti ingombranti. Solo a Bologna, ne sono state recuperate quasi 4.300, il 24% in più rispetto al 2010 (3487 tonnellate). Un trend in crescita per il Gruppo (+2%), che conferma il risultato già raggiunto nel 2010 di quasi 6 Kg/abitante all'anno di RAEE raccolti in maniera differenziata, il 40% in più della media nazionale, contribuendo a fare dell'Emilia-Romagna la seconda regione in Italia per il recupero di questi rifiuti.
Dal 2012 la sfida sarà ancora più ambiziosa, visto che Hera sarà impegnata in prima linea in Identis Weee, un progetto europeo che punterà a raddoppiare la raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici, rendendoli completamente tracciabili. Una sperimentazione che testerà a Bologna, Castenaso, Ravenna e Lugo la raccolta RAEE del futuro.

L'Emilia-Romagna è passata a novembre 2010 al digitale terrestre. Questo ha fatto sì che molti cittadini sostituissero il vecchio televisore con uno nuovo, dotato di decoder. Il risultato? Un incremento della raccolta di tv e computer: nel territorio servito da Hera nel 2011 è aumentata del 13%, a fronte di un dato nazionale del 4%. Oggi questi RAEE rappresentano quasi la metà (44%) del totale della raccolta, mentre solo due anni fa l'incidenza si fermava al 36%. In crescita anche i piccoli elettrodomestici, che nel 2011 in tutto il territorio in cui è presente la multiutility crescono del 20% (ne sono state raccolte 1.472 tonnellate, nel 2010 erano a quota 1.227). In calo, invece, i grandi elettrodomestici e i frigoriferi, probabilmente per effetto della fine degli incentivi statali alla rottamazione: nel 2011 la raccolta è diminuita per i primi del 6,5%, per i secondi del 13,8%.
Solo nel territorio di Bologna nel 2011 sono state raccolte 1370 tonnellate di tv e computer, pari a circa 42.000 apparecchi. Nel 2010 erano a 1269 tonnellate: il trend è ancora in crescita (+7,9%) e la scia del passaggio al digitale si fa ancora sentire. Salgono poi tutte le categorie di RAEE: grandi elettrodomestici (1645 tonnellate, +54% rispetto al 2010), piccoli (493 tonnellate, +35%), frigoriferi (820 tonnellate, +5,2%) e lampade (7,3 tonnellate, +15,5%).

Per migliorare ulteriormente le quantità raccolte, Hera è capofila di un progetto europeo, unico nel suo genere: si tratta di Identis Weee (Identification DEterminatioN Traceability Integrated System for Weee) che in Italia verrà sperimentato a Bologna, Castenaso, Ravenna e Lugo. All'iniziativa parteciperanno altri due partner, attivi in Spagna (Saragozza) e in Romania (Bucarest). Tra gli obiettivi, quello di rendere questo particolare tipo di rifiuto tracciabile, studiando da vicino le abitudini civiche attraverso l'uso di dispositivi tecnologici all'avanguardia. Ogni cittadino, infatti, è quotidianamente a contatto con apparecchi elettronici, che hanno una vita sempre più breve: attraverso una quarantina di "cassonetti intelligenti", che saranno messi appunto da Hera, Bologna e gli altri tre comuni emiliano-romagnoli faranno da città pilota per capire come ottimizzare il servizio di raccolta. Altro scopo fondamentale, aumentare il recupero di materiali importanti come ferro, alluminio, vetro o plastica, e anche preziosi, come il tungsteno o il palladio che sono contenuti nei RAEE e possono essere riutilizzati nei cicli produttivi. Nuovi contenitori per la raccolta di grandi elettrodomestici, televisori e computer saranno collocati anche nelle stazioni ecologiche, nei negozi e presso i centri commerciali. Inoltre, è prevista la realizzazione di una stazione mobile, condotta da un operatore, per la raccolta a domicilio di ogni tipo di rifiuto elettronico.
Tutti i contenitori saranno in grado di fornire una vera e propria "carta d'identità" del rifiuto: il nuovo sistema informativo permetterà di risalire al cittadino che l'ha portato al cassonetto, determinare l'esatto quantitativo di RAEE conferito, tracciare il ciclo di vita del rifiuto fornendo informazioni sul prodotto, sui materiali recuperabili e garantendo la trasparenza dell'intero processo di gestione.
Nel progetto, insieme ad Hera ci saranno anche il consorzio Ecolight (Italia), la Fundación Ecolum (Spagna) e l'Associatia Environ (Romania), sistemi collettivi per la gestione dei rifiuti elettronici. La chiusura della sperimentazione è attesa per il 2015, quando si avrà il quadro completo dei risultati raggiunti. L'investimento previsto è di 3,5 milioni di euro, co-finanziato dall'Unione Europea, è patrocinato, tra gli altri, da Anci, Federambiente e Regione Emilia-Romagna.

«I rifiuti elettronici rappresentano la vera sfida in campo ambientale», afferma Roberto Barilli, direttore generale del Gruppo Hera. «Abbiamo già ottenuto buoni risultati nell'attività di raccolta di questi rifiuti. Ora puntiamo a incrementarne non solo i quantitativi, ma anche la qualità, introducendo soluzioni innovative che garantiranno tracciabilità, identificazione, determinazione quantitativa e monitoraggio di flusso dei RAEE. Raddoppiarne la quantità raccolta significa, per l'Emilia Romagna, raggiungere gli 11 kg all'anno per abitante: un obiettivo ambizioso per un territorio in cui questo dato ha già superato la media nazionale».
Marilisa Romagno
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