01/01/2013 - 01:00

Pil: Coldiretti, nel 2012 già perso 0,1 % per il maltempo

In soli quindici giorni nel 2012 è stato bruciato lo 0,1 per cento del Pil per il maltempo che è costato fino ad ora almeno 1,5 miliardi all'intero sistema produttivo tra i danni causati e il fermo delle attività nel settore agricolo, industriale e dei servizi, anche pubblici. È quanto stima la Coldiretti in occasione della diffusione dei dati Istat sul Pil che pongono il Paese in fase di recessione tecnica, nonostante l'aumento congiunturale dell'agricoltura nel quarto trimestre.
L'agroalimentare - sottolinea la Coldiretti - è stato il settore più colpito con danni stimati pari complessivamente a mezzo miliardo di euro lungo tutta la filiera (agricoltura, industria alimentare, distribuzione, trasporti, ecc.) ma un conto pesante è pagato anche dai numerosi distretti dell'attività manifatturiera presenti nelle aree colpite dal maltempo, dalle calzature ai mobili fino agli elettrodomestici delle Marche, dalla ceramica dell'Emilia fino al commercio all'autotrasporto e alla pesca. Ai danni immediati determinati dalla distruzione delle coltivazioni in campo, nei magazzini e nei camion dal blocco delle attività vanno sommati - continua la Coldiretti - quelli strutturali con il crollo di intere strutture produttive, dai capannoni industriali alle stalle con la distruzione di macchinari e la morte di migliaia di animali allevati, tra mucche, pecore, cavalli, conigli e polli.

Il conto per l'agricoltura - sostiene la Coldiretti - potrebbe salire in misura esponenziale perché con le temperature al di sotto dei dieci gradi per più giorni rischiano di essere compromesse anche le circa 100 milioni di piante di ulivo coltivate nelle zone interessate dal maltempo, al pari di quanto è avvenuto con le gelate del 1985. Una preoccupazione che riguarda anche i vigneti e gli alberi da frutto con la sopportazione media delle piante al freddo che va in via molto indicativa - sottolinea la Coldiretti, da -3 a - 5 per gli agrumi, da -10 a -12 per l'ulivo, da -16 a -18 per la vite, da - 18 a - 22 per drupacee quali ciliegio, albicocco e mandorlo, da -22 a -25 per pomacee, quali pero e melo. I danni alle piante - precisa la Coldiretti - sono destinati a compromettere le produzioni nel tempo poiché occorrono anni prima che prima che si possa sostituire la pianta e che quella nuova inizi a produrre.
Vesna Tomasevic
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