16/03/2013 - 16:00

Libro Bianco "Il Riciclo della Plastica": l'impatto del riciclo della plastica

Lo studio ha raccolto e analizzato per la prima volta tutti i dati relativi al riciclo indipendente, evidenziandone i valori e i vantaggi socio-economici e occupazionali, ma anche le difficoltà e gli ostacoli che le aziende del settore devono affrontare per essere competitive a livello nazionale ed europeo.
Presentato oggi a Milano il Libro Bianco "Il Riciclo della Plastica", il primo studio interamente dedicato al mercato del riciclo dei rifiuti in plastica speciali, elaborato dal Consorzio CARPI (Consorzio Autonomo Riciclo Plastica Italia) in collaborazione con Mattia Cai del Dipartimento Territorio e Sistemi Forestali dell'Università di Padova. I rifiuti speciali provenienti da agricoltura, commercio e industria rappresentano quasi la metà dei rifiuti in plastica annualmente inviati a riciclo in Italia. Nonostante questo, la disponibilità di dati statistici in merito al funzionamento della filiera che se ne fa carico è estremamente modesta, in quanto gli studi e le analisi effettuate fino a oggi si sono occupate esclusivamente dei rifiuti di imballaggio provenienti dalla raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Per colmare il vuoto informativo che riguarda questo mercato, il Consorzio CARPI ha realizzato il Libro Bianco "Il Riciclo della Plastica", che raccoglie e analizza per la prima volta tutti i dati e le informazioni esistenti sul comparto del riciclo indipendente, per offrire una visione completa e accurata della filiera. Uno studio importante per rilevare lo stato dell'arte del settore, le opportunità economiche e di investimento, le prospettive di occupazione e le ricadute positive per la salvaguardia dell'ambiente, ma anche un utile strumento di lavoro per tutti gli operatori del comparto e per coloro che si avvicinano per la prima volta a queste tematiche.

Imballaggi e altri manufatti di plastica sono infatti onnipresenti nel mondo contemporaneo, quindi le attività di recupero e di riciclo contribuiscono a far sì che le materie plastiche, una volta terminato il loro ciclo di vita, non si trasformino in rifiuti da smaltire ma in una importante risorsa da sfruttare. Lo studio CARPI si prefigge tre finalità: offrire un quadro completo dei flussi di materie plastiche nell'economia Italiana, della loro composizione in termini di diverse tipologie di prodotti e di polimeri, della destinazione dei rifiuti a cui danno luogo e dei materiali frutto del loro riciclo; presentare una rassegna delle principali problematiche di natura economica con le quali gli operatori della filiera del riciclo devono fare i conti, affrontando temi come le dinamiche di prezzo e l'interazione con i mercati delle materie prime vergini e dei rifiuti; esaminare il contributo allo sviluppo dell'economia italiana che i processi di recupero e riciclo della plastica offrono dal punto di vista della creazione di ricchezza e occupazione, dello stimolo all'innovazione tecnologica, del contenimento dell'impatto sull'ambiente dei consumi.

In particolare, il libro si concentra su quelle materie plastiche che diventano rifiuti nell'ambito di attività commerciali e industriali. Diversamente infatti da quanto avviene per i rifiuti solidi urbani, oggetto della raccolta differenziata, la gestione dei rifiuti plastici di provenienza industriale è affidata quasi interamente all'iniziativa di imprese private. Benché quasi la metà dei quantitativi di plastica avviati al riciclo ogni anno in Italia sia riconducibile all'attività di questi riciclatori autonomi, l'importanza del fenomeno è spesso poco apprezzata a causa della scarsa disponibilità di dati che ne documentino l'entità.
Marilisa Romagno
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