05/11/2014 - 12:30

Il car sharing e la mobilità sostenibile in Europa

Forse non sono sempre le più verdi, ma le città europee mostrano nel complesso una capacità di ripensarsi che nei centri urbani italiani è difficile trovare.
Nelle città italiane non esistono quartieri come il BedZed londinese, un insediamento a zero emissioni di CO2: 87 case, 17 appartamenti, 1405 mq commerciali. A Colonia esiste l'esperienza consolidata dell'Autofrei Siedlung (insediamento senz'auto), un'area residenziale e ben servita dai mezzi pubblici dove gli abitanti, al momento della firma del contratto, si impegnano a non comprare la macchina ma a utilizzare il car sharing e il trasporto pubblico. A circa 3 km dal centro di Friburgo, nel distretto di Vauban, si trova l'insediamento car-free più grande d'Europa progettato negli anni '80 con circa 6.000 abitanti in 2.000 nuovi edifici privi di posti auto e con l'accesso alle quattro ruote solo per lo scarico merci. L'Ungheria, non proprio un paese con una tradizione di avanguardia in tema di mobilità, in sette anni è riuscita a far crescere da 0 a 20% la quota di spostamenti in bicicletta.

Berlino ha introdotto il limite di velocità a 30 km/h in tutto il centro abitato con l'eccezione delle principali arterie di scorrimento e la misura si sta rivelando decisiva nella promozione di una mobilità nuova rendendo ciclabile tutta l'area senza piste ciclabili. Parigi sta facendo altrettanto, Amburgo e Helsinki stanno lavorando per diventare nel giro di 10/15 anni le prime due città senz'auto. La carrellata di pratiche virtuose internazionali potrebbe continuare a lungo. Ma già i pochi esempi citati, che magari non sono nemmeno i più virtuosi,segnalano la nostra profonda crisi nella capacità di innovazione, del coraggio, della scelte utili che frenano quegli interventi necessari a rendere più sostenibili le realtà urbane e, insieme, una visione netta del futuro.

Soluzioni a costo zero come guidolibero porterebbero a una riduzione considerevole delle auto nelle nostre città con tutti i vantaggi che ne derivano. Le nuove tecnologie permettono di realizzare progetti sino a ieri impensabili e il nostro paese fatica a tenere il passo dei partner europei nelle nuove sfide che quotidianamente ci troviamo ad affrontare, e il car sharing tra privati è una di queste.
Quanto tempo occorrerà perché, anche in questo ambito, l'Italia si allinei al resto d'Europa? Una soluzione potrebbe essere il sostegno alla proposta di modifica del Codice della Strada che puoi firmare su change.org.

Fonte: guidolibero
Marilisa Romagno
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